… dal Giornale di Vicenza | martedì 2 settembre 2014
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Allego il link all’articolo sul meeting mondiale su RIFIUTI ZERO che dal 18 al 21 novembre si è tenuto a Puerto Princesa nelle Filippine.

Hanno partecipato delegazioni da oltre dieci paesi di tutti i continenti: Filippine, Thailandia, India, Sud Africa, Stati Uniti d’America, Australia, Belgio, Inghilterra e Italia. Si è confermato con forza l’esistenza di un vasto movimento internazionale RIFIUTI ZERO, formato da rappresentanti di nazioni del Nord e del Sud del mondo, che dimostra la vitalità e la crescita costante che la strategia RIFIUTI ZERO sta sempre più acquistando.

Vai all’articolo…

 

Go green - Recycle - photo by flickr: Prabu.S

Go green - Recycle - photo by flickr: Prabu.S

di Maria Letizia Nepi – Vice Segretario Fise Unire (Confindustria)
(Fonte: Rifiuti Oggi, gennaio-febbraio-marzo 2009
)

La crisi internazionale riduce la domanda dall’estero. E il crollo delle materie prime rischia di compromettere un settore importante per l’ambiente e per l’economia. L’analisi del rapporto L’Italia del recupero.

Il settore del recupero rifiuti vive oggi una situazione di empasse. La crisi economica e finanziaria e il crollo delle quotazioni delle materie prime (e con esse delle “materie prime secondarie”, derivanti dal recupero di rifiuti), rischiano di compromettere importanti risultati raggiunti in decenni di attività da un settore economico che investe un ruolo strategico per l’intero sistema produttivo del Paese.

Il governo, dopo la denuncia lanciata a novembre da Unire, l’Unione nazionale imprese recupero, nel corso della fiera Ecomondo, ha accolto l’ordine del giorno presentato da alcuni parlamentari nell’ambito del provvedimento sull’emergenza rifiuti in Campania (9/1875/9); si è così impegnato a individuare “misure di sostegno all’industria del riciclo, sia valutando la necessità di individuare adeguate soluzioni al problema dello stoccaggio dei materiali prodotti, sia agendo in prima persona per dare piena attuazione delle disposizioni in materia di “acquisti verdi” da parte della pubblica amministrazione”.

In Italia lo sviluppo delle raccolte differenziate ha visto aumentare, negli anni scorsi, le esportazioni verso i mercati extraeuropei contraddistinti da un crescente fabbisogno di materiali recuperati. Ora la domanda dall’estero, in conseguenza della crisi e di importanti fenomeni di ristrutturazione produttiva, si è fortemente e inaspettatamente ridotta.

Piazzali pieni

Recycle Bottles and Cans AD (HDR) - photo by flikr: kingdesmond

Recycle Bottles and Cans AD (HDR) - photo by flickr: kingdesmond

La drastica riduzione delle esportazioni si somma in questo momento alle già consistenti difficoltà di individuare all’interno del Paese sbocchi per i materiali recuperati; difficoltà anch’esse legate al repentino crollo della domanda. L’eccedenza dei materiali raccolti e recuperati che non trovano piu’ spazio sul mercato provoca quindi il loro accumulo presso le piattaforme di recupero, ormai prossime al collasso. Unire ha piu’ volte segnalato al ministro dell’Ambiente e al ministro dello Sviluppo economico la necessità di provvedimenti urgenti, per evitare che le aziende si trovino a costrette a respingere i carichi di rifiuti recuperabili provenienti dalla raccolta differenziata, anche per non contravvenire alle prescrizioni autorizzative. In particolare, l’associazione delle imprese del recupero ha chiesto, da una parte, che si ponga un temporaneo rimedio all’eccezionale situazione di accumulo nei magazzini e nei piazzali dei materiali (a questo riguardo il Parlamento ha appena approvato un apposito emendamento alla legge di conversione del decreto “ambientale”n. 208/08) e, dall’altra, l’attivazione di un tavolo con i ministeri e le rappresentanze industriali per individuare le misure necessarie a fronteggiare la grave situazione di crisi del comparto.

Attività in crescita (more…)

Mercoledì 25 marzo a Siracusa e giovedì 26 a Catania la Cooperativa Sociale Insieme di Vicenza sarà presente in Sicilia invitata ad eventi pubblici dedicati all’emergenza rifiuti ed alle buone pratiche di riuso e riciclaggio.

Per la cooperativa, nata a Vicenza trent’anni fa, ci sarà la coordinatrice della filiera dedicata al riciclaggio Vania De Preto che presenterà l’esperienza su riuso e riciclaggio condotta quotidianamente dai suoi novanta soci nel trattamento dei rifiuti.

garbage blues by isado

garbage blues by isado

Realizzata assieme ai comitati locali Rifiuti Zero, l’iniziativa valuterà le possibilità di creare sull’isola siciliana esperienze simili a quelle venete, collegate a distanza da un progetto comune di “massimo riuso minimo rifiuto”.

Il 26 marzo, data in cui entrerà in funzione l’inceneritore di Acerra, è stata scelta come giornata nazionale di protesta contro i sussidi all’incenerimento. In tutta Italia, si raccoglieranno in tale data migliaia di richieste di rimborso a sostegno della vertenza contro i CIP6. Un’opportunità senza precedenti per evidenziare la lotta contro il sistema di incenerimento dei rifiuti. Occorre ribadire che gli inceneritori sono impianti ad alto rischio e che la soluzione migliore per l’ambiente e per la popolazione è la tecnologia “pulita”, tra l’altro in grado di dare una risposta significativa a questa fase di crisi economica perché fonte di nuovi posti di lavoro, i cosiddetti “green jobs”.

Come ha dimostrato il recente meeting mondiale di Napoli, la strategia Rifiuti Zero non è solo praticabile in qualsiasi contesto, ma rappresenta un trampolino di lancio per concrete scelte di sostenibilità  basate sulla responsabilizzazione delle comunità, dei produttori e delle leadership politiche.

Per l’occasione, il Comitato Catania Rifiuti Zero organizza un incontro pubblico dal titolo “Rifiuti Zero 2020: un’utopia realizzabile” durante il quale, oltre alla Cooperativa Sociale Insieme, sarà presente l’associazione europea GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives) con il suo rappresentante Joan-Marc Simon.

Durante i due convegni siciliani sarà presentata la proposta di vertenza per la richiesta di rimborso dei finanziamenti destinati ai CIP6: oltre il 7% dell’importo della bolletta elettrica di privati ed aziende, infatti, invece di essere destinata al finanziamento delle energie rinnovabili, è utilizzato per pagare il funzionamento dei diversi impianti di incenerimento.

Per maggiori informazioni, telefonare allo 0444/511562 o scrivere a riciclare@insiemesociale.it.