Sabato 16 aprile, dalle ore 16.30, al barco
presentazione del cortometraggio

VIVO E VENETO

di Francesco Bovo e Alessandro Pittoni


durata: 8′
genere: fiction anno: 2013
produzione: Marco Fantacuzzi (Kinocchio) e Marco Zuin (Videozuma)
interpreti: Valerio Mazzucato e Moses “Salogo Ras” Kibuuka
soggetto: Francesco Bovo
sceneggiatura: Francesco Bovo, Alessandro Pittoni, Federico Fava, Marco Zuin
fotografia: Marco Zuin
suono: Riccardo Cattapan
montaggio: Davide Vizzini e Marco Fantacuzzi

Sinossi
Il corto racconta l’insolito tentativo di un biciclettaio di insegnare al suo nuovo apprendista africano l’arte delle piccole riparazioni. Servendosi unicamente del dialetto veneto. Tra incomprensioni ed equivoci i due protagonisti scopriranno che la difficoltà linguistica iniziale non è un ostacolo al capirsi ma una via all’integrazione.

Note di regia
Come meglio esprimere l’integrazione se non partendo dall’ironia a volte feroce della nostra terra? L’idea è nata pensando a certi ambienti lavorativi in cui i ritmi imposti non prevedono molte gentilezze e in cui devi prima fare che capire. Vivo e veneto racconta una situazione surreale quanto vera: per chi viene da fuori l’incapacità di comprendere le regole che vengono impartite è all’ordine del giorno. Diviso in quadri temporali dallo stile asciutto e semplice, il cortometraggio è stato da subito pensato in bianco e nero, prendendo ispirazione dalle opere del primo Jim Jarmusch.

Scritto, girato e montato in 10 giorni, durante il workshop residenziale Cinema Lab 2013 di Kinocchio, sotto la supervisione dei docenti Giorgio Diritti, Pietro Marcello e Wu Ming 2, con la partecipazione speciale di Valerio Mazzuccato, Moses Kibuuka e il contributo prezioso di Marco Zuin alla fotografia, il cortometraggio è uno dei risultati de L’integrazione non fa notizia. Un progetto ideato da Marco Fantacuzzi, proposto da Ass. Art Rock Café e realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, bando Culturalmente 2012.

Advertisements