Quella di ieri è stata una domenica particolare. una delle più belle di questo maggio, soleggiata, calda ma non afosa, limpida. una giornata da trascorrere fuori porta, con le famiglie, gli amici, da soli.

Ma molti soci della cooperativa insieme di tacito accordo si sono trovati nella sede in via dalla scola 255, a lavorare duramente, sulle ceneri sparse dappertutto dopo che l’incendio di giovedì notte ha distrutto i magazzini e reso in buona parte inagibili le ampie aree di vendita. 

Ma ieri, i soci e molti volontari, tanti da far venire le lacrime agli occhi, si sono ritrovati, guanti alle mani, a spolverare e togliere strofinandoci bene la nera cipria della fuliggine da ogni cosa. Mi sono divertita a scattare delle foto alle persone intente a fare del proprio meglio e attivate a mansioni diverse da quelle espletate quotidianamente. Ho visto volti segnati dalla fatica, volti insolitamente grigi, volti attoniti e volti preoccupati, volti divertiti dallo stare insieme e ho visto mani dedite al lavoro, instancabili.

Ho visto vita.

Chiunque conosca la cooperativa e i soci che ne fanno parte, non può che sentirsi triste e offeso dalle fiamme che hanno divorato senza curarsene il lavoro di molti anni. Eppure, a me, la giornata di ieri è parsa una di quelle giornate eroiche, combattute fino all’ultimo respiro, ma senza rabbia e rancori, con la sola forza della determinazione a riaprire il negozio, a farlo più bello e accogliente per i clienti che aspettano fuori dalla porta anche loro a bocca aperta, attoniti, che tutto torni alla normalità, che le porte riaprano.

Quel cartello “chiuso per incendio” appeso alla porta di entrata, che venerdì mi era sembrato così funesto, ieri ha reso possibile un altro incendio, l’incendio di energie libere di ardere e di contaminarsi, di espandersi e di toccare altre energie, fondendosi in una danza propiziatoria e questo ancora una volta mi ha fatto pensare a quanto speciale sia questo luogo”. (Graziella M.)

Advertisements